Presentato a Bagnacavallo il Bilancio Sociale Unitario 2025 delle ASP: "Le persone e il lavoro al centro del welfare dell'Emilia-Romagna"
Si è giovedì primo ottobre, nella Sala Oriani dell’ex convento di San Francesco a Bagnacavallo, la giornata dedicata alla terza edizione del Bilancio Sociale Unitario delle Asp dell’Emilia-Romagna, promossa da Cispel Emilia-Romagna-Coordinamento Asper e dedicata quest’anno al tema “Persone che curano persone”.
Ad aprire i lavori è stato il sindaco di Bagnacavallo Matteo Giacomoni e la mattinata è stata coordinata da Emanuela Giangrandi, amministratrice unica dell’Asp dei Comuni della Bassa Romagna e coordinatrice Asper-Cispel Emilia-Romagna.
Un passaggio centrale è stato poi l’intervento di Isabella Conti, assessora regionale al Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e Scuola.
Hanno contribuito al confronto anche Marilena Pillati per Anci Emilia-Romagna, Marco Bertuzzi, presidente di Cispel Emilia-Romagna, Elena Cagliari, direttrice dell’Asp Progetto Persona di Guastalla e coordinatrice del gruppo di lavoro Bsu, Alessandro Strada, direttore dell’Asp Cesena Valle Savio e dell’Asp del Forlivese, e Nadia Manni, direttrice dell’Asp Città delle Persone di Reggio Emilia.
Al centro dell’incontro ci sono stati il lavoro di cura, le professionalità che operano nelle Aziende pubbliche di servizi alla persona e le prospettive di un sistema chiamato a confrontarsi con l’invecchiamento della popolazione, l’aumento della non autosufficienza e bisogni sociali e sociosanitari sempre più complessi.
Nel pomeriggio la giornata è proseguita con il primo Forum dei direttori e delle direttrici delle Asp dell’Emilia-Romagna.
La terza edizione del Bilancio Sociale Unitario restituisce una fotografia complessiva delle 33 Asp e delle due Ipab in fase di trasformazione dell’Emilia-Romagna, con oltre 50mila utenti serviti e più di 13mila unità di offerta.
Nel 2025 il valore della produzione ha superato i 525 milioni di euro, mentre i ricavi da attività hanno superato i 442 milioni di euro.
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Presenza sul territorio: La provincia di Bologna registra il valore della produzione più elevato (171,5 milioni di euro), seguita da Reggio Emilia (86,9 milioni), Parma (58,2 milioni) e Modena (51,5 milioni).
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Ambito di intervento: Le ASP si confermano il fulcro di un welfare integrato che risponde non solo agli anziani (attraverso Case Residenza Anziani, Centri Diurni e assistenza domiciliare), ma anche alle esigenze di minori e famiglie, persone con disabilità e situazioni di inclusione e nuove povertà.
Particolare attenzione è dedicata al capitale umano. Il personale dipendente e somministrato delle Asp conta complessivamente 6.561 persone e il Bilancio ne approfondisce composizione, competenze, condizioni di lavoro, formazione, ricambio generazionale e capacità del sistema di attrarre nuove professionalità.
Dei 6.561 dipendenti diretti del sistema ASP infatti:
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3.482 sono Operatori Socio-Sanitari (OSS), colonna portante dei servizi di assistenza;
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526 sono infermieri/e;
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497 sono educatori ed educatrici;
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274 sono assistenti sociali;
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completano la squadra 202 Responsabili di Attività Assistenziali (RAA), 140 coordinatori/trici, 131 animatori/trici, oltre a terapisti della riabilitazione, psicologi, addetti ai servizi di supporto e personale amministrativo
«Quest’anno abbiamo scelto per il Bilancio Sociale Unitario il titolo “Persone che curano persone” perché mette a fuoco il cuore del lavoro delle Asp: una rete di servizi pubblici che prende forma ogni giorno attraverso professionalità diverse e risposte costruite sui bisogni dei territori – ha sottolineato Emanuela Giangrandi –. Il Bilancio ci consente di leggere insieme i dati delle 33 Asp e delle due Ipab in fase di trasformazione e di restituire una fotografia complessiva di una realtà che, se osservata in modo frammentato, sarebbe molto più difficile da comprendere. Dentro quei dati emerge anche la grande varietà delle Asp: ci sono aziende impegnate nella presa in carico sociale, altre maggiormente nell’assistenza residenziale, altre ancora in una pluralità di servizi costruiti in rapporto ai bisogni dei territori. È proprio questa capacità di dare risposte diverse, restando parte di un sistema pubblico, che rappresenta il valore delle Asp. Non basta conservare l’esistente: dobbiamo accompagnare il cambiamento e costruire un sistema di assistenza, cura e accudimento capace di rispondere ai bisogni dei prossimi anni. Il Bilancio serve anche a questo: rendere visibile ciò che facciamo, conoscerci meglio come sistema e mettere a disposizione delle istituzioni uno strumento di analisi utile per costruire insieme le risposte future».

«Abbiamo bisogno di investire come non mai sul lavoro della cura – ha osservato l’assessora regionale Isabella Conti –. La Regione ha rafforzato in modo importante le risorse per la non autosufficienza e sta lavorando per sostenere i servizi, la domiciliarità e i posti accreditati. Un altro fronte decisivo riguarda le condizioni di chi lavora nella cura: riconoscimento economico, rinnovi contrattuali, formazione e valorizzazione sociale delle professioni sono indispensabili per renderle sempre più attrattive. Abbiamo previsto anche risorse per la formazione degli operatori sociosanitari, perché se diciamo che questo lavoro è fondamentale dobbiamo essere conseguenti. Dobbiamo inoltre passare dall’ottica sanitaria della prestazione, anche nella domiciliarità, a un’ottica della relazione. Le Asp, per la loro vicinanza alle persone e ai bisogni concreti, rappresentano un osservatorio preziosissimo sulle fragilità e sui cambiamenti delle nostre comunità. La Regione continuerà a lavorare insieme a loro, sostenendo il sistema pubblico, investendo sulle professioni della cura e costruendo risposte sempre più adeguate ai nuovi bisogni».
Il prossimo appuntamento con la presentazione del Bilancio Sociale Unitario è previsto nel 2027 a Imola, come anticipato nel corso dei lavori.

Scarica il Bilancio Sociale 2025 e le slide presentate dai relatori.
Bilancio Sociale Unitario 2025
Giornata mondiale dell’Alzheimer, l’impegno dell’Emilia-Romagna per un fenomeno in continuo aumento
In una regione che invecchia sempre di più (oltre 1 persona su 4 ha più di 65 anni), cresce in Emilia-Romagna la platea di persone affette da demenze. Una prevalenza nella popolazione regionale pari a 25,2 casi di per mille abitanti, in aumento rispetto all’anno precedente, quando si era attestata a quota 23.
Un incremento legato anche alla maggiore capacità dei servizi sanitari e sociosanitari nell’intercettare le persone con demenza: l’Emilia-Romagna, infatti, è stata pioniera fin dal 1999 nella realizzazione di una rete che supporta i pazienti, le famiglie e i caregiver. In totale si stima che sul territorio regionale siano presenti circa 93.723 persone affette da demenza. Di queste, il 74%, oltre due terzi, sono intercettati e seguiti dai servizi sanitari e sociosanitari. Le classi d’età più rappresentate sono quelle tra i 75 e gli 89 anni e, soprattutto, oltre i 90 anni.
I dati aggiornati sono contenuti nella relazione sullo stato di avanzamento del progetto regionale demenze per il 2025, pubblicata sul sito SalutER in occasione della Giornata mondiale Alzheimer di lunedì 21 settembre. Nel report sono descritti anche gli ambiti prioritari di attività e di ricerca, con un particolare focus dedicato al contrasto allo stigma e al supporto alla domiciliarità.
“L’allungamento della vita e l’invecchiamento della popolazione sono conquiste straordinarie, ma ci chiedono di ripensare e rafforzare i nostri servizi, perché vivere più a lungo significhi anche poter contare su una rete di cura e di prossimità capace di accompagnare le persone fragili e chi gli sta vicino- sottolinea l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Queste patologie coinvolgono profondamente tutte le famiglie e, in particolare, i caregiver: vogliamo sostenerli e per questo stiamo lavorando a una presa in carico sempre più efficace, che comprenda la diagnosi precoce, la cura, la riabilitazione e l’assistenza domiciliare. In Emilia-Romagna abbiamo costruito negli anni una rete importante, ma non possiamo considerare questo un punto di arrivo: sanità e sociale devono lavorare sempre di più insieme, rafforzandola e sostenendola perché sia sempre più strutturata e capillare”.
Grazie al Fondo nazionale demenze 2024-26, la Regione Emilia-Romagna ha investito oltre 1,8 milioni di euro, sviluppando diverse linee progettuali tra cui il supporto agli interventi psicosociali per i pazienti e chi li assiste. Sono state coinvolte tutte le Aziende sanitarie regionali e tra i progetti sostenuti spiccano Caffè Alzheimer, i Meeting center, gli interventi di stimolazione cognitiva, le terapie occupazionali, le Comunità amiche. Fondamentale la collaborazione con gli Enti locali e soprattutto il volontario e il Terzo settore. Una novità che ha riguardato in particolare l’anno scorso è stata lo sviluppo del Welfare culturale, ha posto le basi di un progetto regionale che mette in contatto il mondo della cultura con i professionisti dei centri dedicati ai disturbi cognitivi e alle demenze per la fruizione del patrimonio artistico regionale.
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Anziani: a Rimini l’ex Convento dei Servi diventa un polo urbano per la longevità e l'autonomia
RIMINI – Un ex complesso religioso nel cuore del centro storico si trasforma in un modello d'avanguardia per l'invecchiamento attivo e la domiciliarità. Con il completamento dei lavori di ristrutturazione dell'ex Convento dei Servi e del collegato immobile dei Tigli in via D'Azeglio – di proprietà dell'ASP Valloni-Marecchia – prende ufficialmente il via un nuovo progetto sociale promosso dal Comune di Rimini e dai servizi sociosanitari territoriali.
L’iniziativa punta a coniugare indipendenza abitativa, prevenzione e vita di comunità, offrendo agli anziani non soltanto un alloggio sostenibile, ma una vera e propria rete integrata di servizi specializzati e spazi sociali aperti al quartiere.
23 Alloggi tra domotica, sport e comunità
Il polo di via D'Azeglio mette a disposizione 23 alloggi con servizi, suddivisi tra l'ex Convento (14 appartamenti) e la struttura dei Tigli (9 appartamenti), per un totale di 8 bilocali e 15 monolocali.
Progettati per garantire accessibilità e benessere quotidiano, gli ambienti combinano tecnologie domotiche e spazi comuni pensati per favorire la socializzazione e il reciproco sostegno tra residenti:
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Spazi per il benessere fisico: Una palestra attrezzata e un’area multifunzionale dedicata alla prevenzione e alla promozione della vita attiva.
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Luoghi di incontro: Sale comuni e spazi aggregativi aperti anche alla cittadinanza e al quartiere per contrastare l'isolamento sociale.
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Supporto personalizzato: Presenza quotidiana di operatori specializzati che affiancano gli inquilini nella gestione delle attività quotidiane, garantendo sicurezza senza privarli della propria indipendenza.
Gli alloggi saranno destinati a persone individuate dai Servizi sociosanitari nell'ambito della rete distrettuale per gli anziani.
Gianfreda: "Una piattaforma di innovazione per far vivere le persone nel proprio ambiente"
"Vogliamo costruire una rete di opportunità che consenta alle persone di vivere il più a lungo possibile nel proprio ambiente, mantenendo relazioni, capacità e libertà di scelta", ha dichiarato l'assessore ai Servizi sociosanitari di Rimini, Kristian Gianfreda.
"Il polo dei Servi e dei Tigli nasce proprio con questa ambizione: non concentrare semplicemente servizi in un luogo, ma fare di quel luogo una piattaforma capace di portare innovazione, competenze e sostegno anche nelle case degli anziani."
Un nuovo paradigma di welfare territoriale
L'intervento rappresenta un tassello centrale nelle politiche di riqualificazione urbana e sociale di Rimini, dimostrando come il recupero del patrimonio immobiliare storico possa coniugarsi con le sfide demografiche contemporanee. Investire nella domiciliarità e nell'autonomia delle persone anziane consente di prevenire la non autosufficienza e di costruire comunità più coese, inclusive e orientate al futuro.
Autonomia, Co-housing e Inclusione: ecco il progetto “Turchetta”
RIMINI – Il primo bilancio del progetto di co-housing sociale "Turchetta" a Rimini traccia un bilancio positivo e apre nuove prospettive per le politiche sulla vita indipendente. Partito come percorso sperimentale si è sviluppato, spiega il Comune, in una una "casa vissuta", in "una storia di crescita e soprattutto di amicizia". E la sperimentazione proseguirà per un altro anno. Nella casa di via Popilia, di proprietà dell'Asp Valloni-Marecchia e ristrutturata con risorse Pnrr e della stessa sono ospitati oggi sei ragazzi con disabilità, impegnati in un percorso di emancipazione quotidiana nato all'interno delle linee di intervento del PNRR e della legge sul "Dopo di Noi".
L'esperienza ha dimostrato l'efficacia di un modello basato sull'abitare condiviso e sull'affiancamento socio-educativo ponderato, portando le istituzioni locali a confermarne il proseguimento per un ulteriore anno.
Dall’Assistenzialismo all’Autodeterminazione
L'iniziativa nasce per superare le logiche assistenziali tradizionali e offrire una palestra di autonomia abitativa e relazionale. Sotto la supervisione di un'équipe di professionisti, gli utenti affrontano giorno per giorno gli impegni della vita domestica: dalla gestione del budget familiare alla preparazione dei pasti, fino alla cura degli ambienti.
Oltre agli aspetti pratici della routine casalinga, il progetto mette al centro la dimensione sociale. L'obiettivo fondamentale rimane l'integrazione con il contesto urbano circostante, spingendo i giovani partecipanti verso una reale partecipazione alle attività del territorio, alla vita di quartiere e alla costruzione di una rete informale di relazioni.
Un Riscontro Positivo per le Famiglie e la Comunità
I dati raccolti al termine dei primi dodici mesi mettono in luce un doppio beneficio:
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Crescita personale dei giovani: Un incremento tangibile della sicurezza nelle scelte quotidiane e nello sviluppo delle abilità pratiche.
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Sollievo per i nuclei familiari: Una graduale transizione che affranca i genitori dal peso esclusivo dell'assistenza, rassicurandoli sul futuro dei propri figli.
I Numeri dell'Iniziativa
| Voce | Dettaglio |
| Sede dell'Immobile | Via Turchetta, Rimini |
| Utenti Coinvolti | 6 ragazzi inseriti nella struttura residenziale |
| Finanziamento | Risorse PNRR – M5C2 Investimento 1.2 per l'autonomia delle persone con disabilità |
| Orizzonte Operativo | Rinnovo confermato per una seconda annualità |
Verso Un Modello Replicabile di Welfare
La prosecuzione della sperimentazione permetterà di consolidare le metodologie adottate e di valutare la replicabilità del formato in altri ambiti dell'Emilia-Romagna. L'inclusione attiva, coniugata con l'impiego mirato dei fondi europei, dimostra come sia possibile passare da interventi emergenziali a percorsi strutturati di lungo periodo capaci di garantire dignità, autonomia e diritti esigibili a ogni cittadino.
Il primo ottobre a Bagnacavallo il Bilancio sociale delle ASP dell’Emilia-Romagna
L’appuntamento di quest’anno, intitolato “Persone che curano persone”, intende mettere al centro una riflessione approfondita sul valore umano e professionale del lavoro di cura, ponendo l’accento sul ruolo fondamentale svolto dalle professioni socio-sanitarie all’interno delle comunità locali.
«Il Bilancio Sociale Unitario rappresenta una mappa fondamentale per leggere il valore generato dalle ASP sul territorio regionale», sottolinea Emanuela Giangrandi (nella foto) responsabile del Coordinamento ASPER – CISPEL Emilia-Romagna e amministratrice unica dell’ASP dei Comuni della Bassa Romagna. «Il titolo scelto per questa terza edizione, ‘Persone che curano persone’, richiama l’essenza stessa della nostra missione pubblica: la qualità dei servizi socio-sanitari e assistenziali passa prima di tutto attraverso le competenze, la dedizione e la dignità dei professionisti e degli operatori che ogni giorno si prendono cura dei nostri cittadini più vulnerabili. Valorizzare il loro lavoro significa garantire la sostenibilità e l’eccellenza del sistema di welfare dell’Emilia-Romagna».I dati e i contenuti del report saranno illustrati alle ore 10.20 da Elena Cagliari, direttrice dell’ASP Progetto Persona di Guastalla e Coordinatrice del gruppo di lavoro BSU. Successivamente, il programma darà spazio al tema conduttore dell’edizione con l’intervento di Alessandro Strada, direttore dell’ASP Cesena Valle Savio e dell’ASP del Forlivese, sul tema “Le prospettive del lavoro di cura” (ore 10.40), e con la relazione di Nadia Manni, direttrice dell’ASP Città delle Persone di Reggio Emilia, intitolata “Le ASP: aziende di persone” (ore 11.00).
Le conclusioni dei lavori della mattina saranno affidate alle ore 11.30 a Isabella Conti, assessora al Welfare, Terzo Settore, Politiche per l’infanzia e Scuola della Regione Emilia-Romagna.
L’iniziativa è promossa da CISPEL Emilia-Romagna – Coordinamento ASPER, con il patrocinio del Comune di Bagnacavallo.
• Data: Giovedì 1° ottobre 2026, ore 9.30
• Sede: Sala Oriani – Ex Convento di San Francesco, via Cadorna 14 – Bagnacavallo (Ra)
Invecchiare nell'Italia della longevità: il raddoppio delle fragilità interroga il sistema di welfare
L'Italia si conferma il Paese più vecchio d'Europa, ma dietro la retorica dell'invecchiamento attivo emerge una realtà complessa: in vent'anni la percezione della fragilità quotidiana tra gli over 65 è raddoppiata, passando dal 18,3% al 36,6%. Il nuovo rapporto Censis ridisegna i confini della terza età e lancia una sfida cruciale ai sistemi di protezione sociale locali e regionali.
Quasi 15 milioni di persone, pari al 25,1% della popolazione nazionale. È questo l'identikit numerico del "popolo dei longevi" in Italia oggi, un segmento destinato a crescere vertiginosamente fino a raggiungere il 34,6% del totale entro il 2050. Tuttavia, il dato più eclatante che emerge dall'ultimo rapporto del Censis, intitolato “Invecchiare nell'Italia della longevità. Come costruire un Paese a misura di anziani”, non riguarda solo la quantità degli anni guadagnati, ma la profonda trasformazione della qualità della vita e dei bisogni assistenziali.
Il boom delle fragilità: autosufficienza in calo
I dati longitudinali offerti dal Censis mostrano una netta flessione nella percezione del proprio stato di autonomia. Se nel 2006 il 78,8% degli anziani si definiva "totalmente autosufficiente", oggi tale quota è scesa al 62,0%. Di converso, cresce l'area della cosiddetta "vulnerabilità intermedia": il 36,6% degli over 65 dichiara di aver bisogno di aiuto nella vita di tutti i giorni, pur non trovandosi in una condizione di totale non autosufficienza (che interessa l'1,4% del campione). Nel dettaglio, il 31,7% necessita di un supporto occasionale e il 4,9% sperimenta difficoltà frequenti nelle attività quotidiane.
Quando inizia la vecchiaia? La perdita dell'autonomia come vera soglia
Il Censis scardina i vecchi parametri anagrafici. La soglia dei 65 anni è ormai percepita come un mero dato burocratico. Per gli intervistati, la vecchiaia inizia mediamente a 76,7 anni. Ma a fare da vero spartiacque non è l'età cronologica, bensì la perdita dell'autosufficienza, indicata dal 69,4% come il vero segnale d'ingresso nella terza età. Seguono la perdita di amici e coetanei (24,9%) e del coniuge (22,3%), mentre eventi tradizionali come il pensionamento (8,0%) o la nascita dei nipoti (4,2%) hanno ormai un impatto psicologico marginale.
La solitudine e l'isolamento logistico
Un altro fronte critico per le politiche di welfare di prossimità è l'isolamento sociale. Il 62,3% degli anziani dichiara di sentirsi solo almeno occasionalmente (l'8,9% sperimenta questa condizione "sempre o spesso"). Attualmente il 29,5% degli over 65 vive in una famiglia unipersonale, una percentuale che si impenna al 37,0% tra gli over 75 e sfiora il 50% (49,9%) tra chi ha superato gli 85 anni. Un anziano su due, nelle fasce più avanzate, vive in totale solitudine domestica, privo del supporto di un caregiver convivente.
Il paradosso socio-economico: più ricchi ma più scoperti
Dal punto di vista economico, il rapporto delinea un quadro controintuitivo: gli anziani rappresentano oggi l'unica fascia generazionale con una ricchezza patrimoniale e reddituale in crescita negli ultimi vent'anni, a fronte del drammatico impoverimento degli under 35. Questa disponibilità si traduce in un welfare informale insostituibile: il 36,4% dei longevi sostiene economicamente figli e nipoti. Inoltre, 3,2 milioni di nonni si occupano regolarmente della cura dei bambini, colmando le storiche carenze degli asili nido pubblici.
Tuttavia, a questa solidità finanziaria fa da contraltare il progressivo arretramento della sanità e del welfare pubblico. La paura principale dell'82,8% degli anziani è proprio quella di dover dipendere dagli altri, superando di gran lunga il timore della morte (33,5%). Non conta tanto la durata della vita, quanto la sua qualità: solo il 16,5% degli italiani dichiara di essere interessato a vivere fino a 120 anni se questo comporta la perdita della propria autonomia.
Quale futuro per i servizi territoriali? La risposta di AspER
Le evidenze del Censis confermano la necessità di superare la dicotomia tra "invecchiamento attivo" e "gestione della non autosufficienza grave". Esiste una vastissima area grigia di fragilità parziale che richiede un'infrastrutturazione sociale diffusa. Il potenziamento dell'assistenza domiciliare, lo sviluppo di modelli di collaborative housing e la digitalizzazione dei servizi di prossimità diventano le uniche risposte sostenibili. Per il portale AspER e le aziende di servizio pubblico dell'Emilia-Romagna, questi dati rappresentano una vera e propria bussola strategica per co-progettare il welfare del futuro.
Per approfondire ulteriormente le dinamiche della presentazione istituzionale e ascoltare gli interventi degli esperti, è possibile seguire la sintesi visiva dell'evento direttamente nel Video della presentazione del Rapporto Censis, che illustra nel dettaglio i grafici e le proiezioni demografiche discussi a Roma.
Bilancio 2025 di ASP del Delta Ferrarese: un anno di servizi, progettazione e comunità
L’Assemblea dei Soci di ASP del Delta Ferrarese ha approvato il Bilancio consuntivo 2025 e il Bilancio Sociale 2025, i due documenti che, come previsto dalla normativa, rendicontano rispettivamente la gestione economico-finanziaria dell’Azienda e le attività, i risultati e il valore generato per il territorio. Il Bilancio consuntivo conferma la solidità e la salute del bilancio di ASP con un valore della produzione pari a 9.093.142 euro e un costo della produzione pari a 8.693.505 euro cosi suddiviso tra i vari servizi: gestione delle strutture per anziani e disabili 3.966.120 euro, minori e famiglie 1.518.159 euro, servizi per disabili 1.006.097 euro, servizi per anziani 580.861 euro, servizi per adulti e mediazione lavorativa 515.472 euro. Per completare il valore della spesa si aggiungono i servizi inclusione finanziati dal Fondo Povertà e servizi finanziati con PNRR che per il 2025 hanno comportato una spesa di 1.106.796 euro.
Il Bilancio Sociale accompagna questa fotografia economica raccontando il percorso compiuto dall’Azienda nel corso del 2025: un anno di consolidamento, ma anche di trasformazione, in cui la gestione quotidiana dei servizi si è affiancata a un intenso lavoro di progettazione, ricerca di risorse e costruzione di una visione capace di guardare al futuro del welfare territoriale.
Il 2025 è stato l’anno in cui ASP ha utilizzato importanti risorse da finanziamenti nazionali (a partire dal PNRR), regionali ed europei, trasformandoli in opportunità di sviluppo per il territorio. La ricerca di risorse è diventata infatti parte integrante di una strategia che guarda oltre l’orizzonte annuale dei servizi, con l’obiettivo non di moltiplicare i progetti, ma costruire interventi capaci di rafforzarsi reciprocamente, evitando che le opportunità si esaurissero con la conclusione dei finanziamenti.
Questa impostazione ha attraversato tutte le aree di attività dell’Azienda. Sono cresciuti i percorsi dedicati al sostegno della genitorialità e dei minori, con le azioni del Programma P.I.P.P.I. e della Vicinanza solidale; si sono consolidate le progettualità rivolte alle persone con disabilità, orientate all’autonomia abitativa e lavorativa; sono state sviluppate nuove risposte per anziani e caregiver e si è rafforzata la collaborazione con il Terzo Settore, nella convinzione che il welfare del futuro si costruisca attraverso reti sempre più solide tra istituzioni, associazioni e cittadini.
Accanto alla progettazione, il 2025 è stato anche un anno di investimento sulle persone. Formazione, benessere organizzativo e sviluppo delle competenze hanno accompagnato il lavoro quotidiano degli operatori, nella consapevolezza che la qualità dei servizi dipende innanzitutto dalla capacità delle organizzazioni di evolvere insieme ai bisogni delle comunità.
Il filo conduttore che ha attraversato l’intero anno è quello della costruzione di un welfare di comunità: un sistema che non si limita a rispondere alle fragilità quando emergono, ma prova ad anticiparle, creando relazioni, coinvolgendo i cittadini, valorizzando le risorse presenti nei territori e promuovendo nuove forme di partecipazione.
È questa la direzione che ASP del Delta Ferrarese ha scelto nel 2025 e che continua a orientarne l’azione anche nell’anno in corso. Molti dei percorsi avviati lo scorso anno sono oggi entrati nella loro piena fase operativa, mentre nuove progettualità stanno prendendo forma per rispondere a bisogni che evolvono.
L’Emilia-Romagna rafforza e rinnova il Par- Piano attuativo regionale per la popolazione anziana
Rafforzare e innovare le politiche per gli anziani garantendo equità, accesso ai servizi e qualità dell’assistenza, con particolare attenzione alla sanità territoriale.
L’Emilia-Romagna aggiorna e rilancia il Par - Piano Attuativo Regionale per la popolazione anziana. Venerdì 3 luglio in Regione, a Bologna, la firma delle due intese, formalizzate da una delibera di Giunta, da parte del presidente Michele de Pascale, gli assessori al Welfare e Politiche per la salute, Isabella Conti e Massimo Fabi e i rappresentanti dei sindacati dei pensionati: il segretario generale dello Spi Cgil Emilia-Romagna Enzo Santolini, la segretaria generale Fnp-Cisl Emilia-Romagna Gina Risi, Massimo Monti della Uil Pensionati, il coordinatore regionale del Cupla - Coordinamento Unitario Pensionati Lavoratori Autonomi Gian Lauro Rossi e i vice coordinatori Franco Bonini e Stefano Spisani.
Asse centrale del nuovo documento è la sanità territoriale, in particolare il rafforzamento delle cure territoriali primarie ed intermedie, in coerenza con gli interventi previsti dalla Missione 6 salute del Pnrr, e la gestione della cronicità con focus su assistenza primaria e continuità assistenziale; il potenziamento della domiciliarità; il rafforzamento dei servizi sociali e sanitari territoriali; il sostegno del caregiver riconosciuto come figura centrale.
“Il nuovo Par mette al centro la persona e punta sulla domiciliarità per migliorarne la qualità della vita e rendere sostenibile il sistema- sottolinea de Pascale-. Con questo documento la casa diventa il primo luogo di cura, anche grazie a risorse tra le più alte in Italia come i 570 milioni del Fondo per la non autosufficienza. Fare rete è la risposta migliore che possiamo dare alle famiglie. Ringrazio le organizzazioni sindacali per aver reso possibile questa firma e tutti coloro che hanno lavoro concretamente a un progetto che integra sempre più i servizi sanitari e sociali a beneficio delle cittadine e dei cittadini dell’Emilia-Romagna”.
“Cambiano i bisogni, l’età media si alza e la nostra diventa una popolazione sempre più longeva- aggiungono gli assessori al Welfare, Isabella Conti, e alle Politiche per la salute, Massimo Fabi-. Mutamenti che comportano un aumento delle cronicità, per cui occorre che la risposta all’aumento delle richieste sia organica e strutturale. Se la società cambia, occorre che le istituzioni siano in grado di offrire servizi sempre più innovativi ed efficaci. Con il nuovo Par stringiamo ancora di più il rapporto di confronto e collaborazione con il Terzo settore, anima del welfare regionale, per realizzare, insieme, interventi strutturati e mirati, a partire dalle persone più fragili”.
Le novità del Par
Una società sempre più segnata da cambiamenti demografici, in particolare dall’invecchiamento della popolazione, sociali ed economici richiede di aggiornare gli strumenti e le politiche per gli anziani. Per questo la Regione ha rimodulato i contenuti e gli obiettivi del Par, rafforzato il ruolo del tavolo di coordinamento e aggiornato i gruppi di lavoro. Un nuovo Piano che si inserisce in un aggiornamento delle politiche regionali per l’invecchiamento attivo e la tutela della fragilità.
Il Tavolo del Par è il principale strumento di confronto e progettazione multidisciplinare per le politiche rivolte agli anziani: analizza bisogni della popolazione anziana, elabora interventi e politiche integrate, monitora i risultati e partecipa alla programmazione regionale. Ora viene definito un ruolo più strutturato con monitoraggio periodico, relazioni biennali e un maggiore coinvolgimento delle istituzioni e del Terzo settore.
La casa diventa il cuore del sistema di cura, con dimissioni protette e assistenza integrata; la figura del medico di medicina generale evolve in referente stabile per la cronicità e, in particolare, gestione terapie complesse, continuità assistenziale, presa in carico integrata.
Anche il caregiver, figura riconosciuta dalla legge regionale 2/2014, diventa più centrale: viene inserito in una rete più ampia (servizi sanitari e sociali, assistenti familiari, professionisti territoriali) e viene confermato il suo ruolo indispensabile all’interno del nuovo modello basato sulla domiciliarità.
Il documento sottolinea come, nell’ottica della promozione del benessere della popolazione anziana, risulti opportuno perseguire politiche di invecchiamento attivo, sostenendo tutte le misure di prevenzione della salute e di promozione dell’attività fisica, della corretta alimentazione, del benessere psicologico e, più in generale, dell’attenzione alla salubrità degli stili di vita.
Infine, per il Par il digitale è considerata una leva strutturale proseguendo le iniziative, già portate avanti negli scorsi anni, per aumentare le competenze digitali che danno l’opportunità anche alla popolazione anziana di conoscere ed utilizzare le tecnologie più innovative e i mezzi di comunicazione on line, in modo da ridurre il divario generazionale delle abilità informatiche.
Fonte: Regione Emilia - Romagna
Bilancio 2025: ASP Città di Bologna conferma la solidità economica e rafforza il proprio impegno nel welfare cittadino
Per il terzo anno consecutivo ASP Città di Bologna chiude il bilancio con un risultato positivo. L'esercizio 2025 si è concluso con un utile di 1.894.573 euro, confermando la capacità dell'Azienda di mantenere l'equilibrio economico e, allo stesso tempo, di rafforzare il proprio ruolo nel sistema di welfare cittadino.
Il risultato, letto insieme agli esiti del Bilancio sociale, testimonia la capacità di rispondere a una domanda sociale in costante crescita e a bisogni sempre più complessi, in un contesto che continua a mettere sotto pressione l'intero comparto socio-sanitario.
Nel 2025 il valore della produzione ha raggiunto i 105,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 97,3 milioni del 2024, mentre i ricavi derivanti dai servizi alla persona si sono attestati a oltre 82,3 milioni di euro.
"Il bilancio 2025 dimostra che è possibile coniugare responsabilità economica e responsabilità sociale – afferma l'Amministratore Unico di ASP Città di Bologna, Stefano Brugnara. L'utile registrato non rappresenta un obiettivo in sé, ma una condizione necessaria per consolidare l'Azienda, ridurre progressivamente le perdite accumulate negli anni precedenti e continuare a investire nei servizi rivolti alle persone più fragili. Dietro i numeri ci sono migliaia di cittadini che ogni giorno trovano risposte ai propri bisogni grazie al lavoro delle nostre operatrici e dei nostri operatori."
Il risultato di esercizio è stato favorito anche da un importante lavoro di approfondimento con l'Agenzia delle Entrate sull'applicazione della disciplina fiscale dell'Azienda, che ha consentito di chiarire alcuni aspetti interpretativi relativi alla gestione del patrimonio immobiliare e di rivedere l'applicazione delle imposte sulla gestione corrente.
Anziani: servizi sempre più integrati
Prosegue il rafforzamento della rete dei servizi dedicati agli anziani, con un modello che integra residenzialità, assistenza domiciliare, sostegno ai caregiver e prevenzione dell'isolamento sociale.
Nel 2025 ASP ha gestito 375 posti nelle CRA, 95 posti nei centri diurni e servizi di assistenza domiciliare specializzata che hanno coinvolto 201 utenti e caregiver. Sono inoltre proseguite le attività di Bologna Serena, dei Centri Servizi Aperti, dei Caffè Alzheimer e dei percorsi di stimolazione cognitiva.
"L'invecchiamento della popolazione richiede risposte nuove e sempre più integrate – sottolinea Brugnara. La sfida non è soltanto garantire posti nelle strutture, ma costruire comunità capaci di sostenere le persone a domicilio, valorizzando il ruolo delle famiglie e delle reti territoriali."
Coesione sociale e accoglienza
Nel corso del 2025 è cresciuto anche l'impegno nell'area della coesione sociale, che rappresenta uno degli ambiti centrali dell'attività di ASP.
Sono stati registrati 1.422 interventi PRIS, con 2.095 beneficiari complessivi. I servizi dedicati alla grave emarginazione adulta hanno raggiunto 2.553 persone, mentre 634 nuclei familiari sono stati coinvolti nei servizi di accoglienza.
Particolarmente significativo anche il lavoro nell'accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati sull'intero territorio metropolitano, con 1.968 posti SAI attivi al 31 dicembre 2025.
La casa come leva di inclusione
Il patrimonio immobiliare continua a essere uno degli strumenti fondamentali delle politiche di welfare dell'Azienda.
Nel 2025 sono stati utilizzati 222 alloggi per percorsi di transizione abitativa, che hanno accolto 309 nuclei familiari. Sono proseguiti i progetti di Housing First, gli interventi di riqualificazione destinati all'autonomia abitativa e si è conclusa la realizzazione dei 20 nuovi alloggi protetti di viale Roma, finanziati dal PNRR. È stata inoltre completata la riqualificazione dell'immobile di via Raimondi, destinato a interventi di housing temporaneo.
Complessivamente ASP gestisce 3.341 asset immobiliari attivi, che nel 2025 hanno generato oltre 7,2 milioni di euro di proventi da locazione, risorse reinvestite a sostegno delle attività sociali.
Rigenerazione del patrimonio pubblico
Nel corso del 2025 sono proseguiti anche gli investimenti strategici sul patrimonio immobiliare.
Tra gli interventi principali figurano il completamento della riqualificazione energetica del Centro Servizi Giovanni XXIII, attraverso opere di efficientamento energetico, il progetto di valorizzazione della Chiesa del Baraccano, che ha ottenuto 2,3 milioni di euro di finanziamenti attraverso i fondi dell'8x1000 dello Stato grazie a un progetto in partnership con la Diocesi, e l'avvio dei lavori di rigenerazione del Falansterio di via Saragozza.
"Giovanni XXIII, Baraccano e Falansterio sono esempi emblematici di come il patrimonio richieda cura e investimenti significativi, per sostenere i quali sono indispensabili visione in prospettiva e capacità organizzativa – evidenzia Brugnara. È un lavoro fondamentale perché siamo consapevoli che ogni intervento sul patrimonio produce effetti diretti sulla qualità della vita degli inquilini, degli utenti dei servizi e dell'intera comunità cittadina."
Cresce anche la Quadreria
Prosegue la crescita della Quadreria di ASP, il museo di via Marsala, che nel 2025 ha accolto 14.315 visitatori, con 304 giornate di apertura e 74 eventi temporanei, consolidando il proprio ruolo nell'offerta culturale cittadina.
Le persone al centro
Al 31 dicembre 2025 i dipendenti di ASP erano 527, di cui 380 donne e 147 uomini. Restano significative le difficoltà nel reperimento di infermieri e operatori socio-sanitari, una criticità che interessa tutto il settore.
Per affrontare questa sfida, l'Azienda ha continuato a investire in formazione, inserimento dei neoassunti, supervisione professionale, welfare aziendale e strumenti di conciliazione tra vita e lavoro.
"La qualità dei servizi dipende prima di tutto dalle persone che vi lavorano – conclude Brugnara. Per questo continuiamo a investire nelle competenze, nel benessere organizzativo e nelle condizioni che consentono di attrarre e trattenere professionalità sempre più difficili da reperire."
Il bilancio 2025 conferma così il percorso intrapreso da ASP Città di Bologna: mantenere una gestione economicamente solida per continuare a investire nello sviluppo dei servizi, nella valorizzazione del patrimonio pubblico e nella capacità di rispondere ai bisogni della comunità.
Fonte: Asp Bologna
Welfare e innovazione: presentato a Milano Marittima il progetto "Ancelia"
Si è svolta martedì 30 giugno a Milano Marittima la presentazione ufficiale di Ancelia, un progetto innovativo destinato a tracciare una nuova rotta nell'evoluzione dei servizi alla persona e del welfare collaborativo sul nostro territorio. L'evento ha raccolto i principali attori del settore, rappresentanti istituzionali e operatori delle associazioni di servizi pubblici, uniti dalla volontà di condividere strategie e risposte concrete alle nuove sfide demografiche e sociali.
L'iniziativa, intitolata "Tecnologia Amica: l'IA nella cura dell'anziano" è stata l’occasione per fare il punto sull’applicazione del sistema sviluppato da TeiaCare, introdotto nella struttura “F. Busignani” di Cervia dopo l’annuncio dello scorso anno e oggi pienamente operativo.
Il progetto ha comportato un investimento di 90mila euro, sostenuto dal Comune di Cervia, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna. Grazie a sensori ottici intelligenti e a un sistema di intelligenza artificiale, la tecnologia supporta il personale sanitario nella gestione quotidiana dei 66 ospiti della struttura, contribuendo a migliorare sicurezza, monitoraggio e personalizzazione dell’assistenza.
Tecnologia e centralità della persona
Al centro del progetto Ancelia vi è l'integrazione tra l'efficienza dei modelli di gestione e la centralità della cura, con l'obiettivo di migliorare la qualità della vita degli utenti e ottimizzare l'organizzazione dei servizi assistenziali. Durante l'incontro sono stati illustrati i pilastri dell'iniziativa, che punta forte sulla digitalizzazione e sulla creazione di ecosistemi di welfare capaci di fare rete.
"Il futuro del welfare passa inevitabilmente dalla capacità di coniugare innovazione tecnologica e prossimità sociale. Il progetto Ancelia rappresenta esattamente questo: un modello replicabile che mette in sinergia competenze diverse per non lasciare indietro nessuno."
«L’innovazione tecnologica non sostituisce l’imprescindibile fattore umano nella cura, ma lo potenzia – afferma la presidente dell’Asp Ravenna Cervia e Russi, Fabiola Gardelli -. Questo appuntamento rappresenta un momento di trasparenza e condivisione con il territorio, per dimostrare come i dati oggettivi e la tecnologia avanzata possano tradursi in benessere quotidiano per gli anziani e serenità per le loro famiglie».
I temi chiave del dibattito
I lavori di ieri hanno toccato diversi punti nevralgici per il comparto dei servizi sociali e sociosanitari:
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Prossimità e capillarità: l'importanza di sviluppare risposte flessibili e vicine ai bisogni reali delle comunità locali.
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Sostenibilità dei modelli: come far coesistere l'alta qualità delle prestazioni con la sostenibilità economica dei soggetti gestori.
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Integrazione pubblico-privato sociale: il valore della cooperazione e del fare rete tra associazioni, multiutility e istituzioni regionali per generare valore condiviso.
L'appuntamento di Milano Marittima non è stato solo un momento di presentazione, ma un vero e proprio laboratorio di idee e un punto di partenza per l'attivazione di nuove sinergie sul territorio dell'Emilia-Romagna.









