Regioni: bene l’approvazione del Piano Nazionale non autosufficienza. Ora sbloccare i fondi
E' di circa 3 miliardi di euro lo stanziamento previsto nel nuovo Piano Nazionale per la non autosufficienza 2025-2027, finanziato dal Fondo per le non autosufficienze con oltre 982 milioni per il 2025, 934 milioni per il 2026 e 1 miliardo e 108 milioni per il 2027. Le risorse sono ripartite tra una quota indistinta a supporto della fragilità e una quota vincolata all’attuazione dei LEPS (Livelli Essenziali delle Prestazioni Sociali), all’assunzione di personale specializzato e alla realizzazione di progetti per la vita indipendente.
Le Regioni hanno sollecitato l’emanazione tempestiva della circolare esplicativa sulle anticipazioni finanziarie e l'erogazione delle prime quote disponibili; l'obiettivo è evitare criticità nella gestione dei servizi dovute a ritardi centrali, assicurando che le prestazioni arrivino regolarmente alle famiglie.
L'iniziativa segna un passo avanti nella programmazione sociale nazionale frutto di un confronto tra Governo e Regioni che deve continuare in modo proficuo e tiene conto anche della futura integrazione con il Piano dedicato alla cura della fragilità degli anziani, attualmente in fase di definizione.
Welfare, Adozione della Cartella sociale informatizzata
Con il Decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali n. 31 dell’11 marzo 2026, su proposta della Rete della protezione ed inclusione sociale, è stato adottato il documento recante “Linee guida e requisiti funzionali per la progettazione della Cartella sociale informatizzata”.
Si tratta di un’attività realizzata da ANCI su richiesta della Direzione Generale per lo Sviluppo sociale e gli aiuti alle povertà del Ministero, nel quadro delle misure sostenute dal PN Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027 e delle attività finalizzate a migliorare e potenziare la capacità degli Ambiti territoriali sociali di rispondere adeguatamente alle necessità dei cittadini più fragili.
Il documento definisce, per la prima volta, un modello nazionale omogeneo che possa orientare la progettazione delle soluzioni informatiche per la gestione e il tracciamento degli interventi sociali e sociosanitari a livello locale, chiarendo i requisiti minimi per garantire l’interoperabilità con il Sistema Informativo Unitario dei Servizi Sociali (SIUSS) e con le principali banche dati nazionali e mettendo a disposizione un linguaggio condiviso per Regioni, ATS e Comuni.
Per saperne di più:
- Decreto ministeriale n. 31 dell’11 marzo 2026
- Linee guida e requisiti funzionali per la progettazione della Cartella sociale informatizzata
- Allegati
Fonte: Anci
Asp Ferrara. Alessandro Misiani è il nuovo amministratore unico: Triches rimane direttore generale
L' avvocato Alessandro Misiani è il nuovo Amministratore Unico di Asp Ferrara mentre Stefano Triches continuerà a ricoprire il ruolo di direttore generale dell'azienda di servizi alla persona. Nei giorni scorsi l'assemblea dei soci, formata da rappresentanti dei Comuni di Ferrara, Masi Torello e Voghiera, ha formalizzato la nomina di Misiani, che si è già insediato presso la sede di via Ripagrande.
Come primo atto, il nuovo Amministratore Unico ha scelto di prorogare di 6 mesi l'incarico del direttore generale Stefano Triches, incontrando poi le posizioni organizzative di un'Azienda che continuerà a dare risposte a famiglie, minori, anziani e persone con disabilità del territorio.
Tutto questo grazie ad un contratto di gestione dei servizi sociali rinnovato lo scorso 1 luglio, che oltre ad un contributo fisso di 7,5 milioni di euro vede un flusso finanziario complessivo di circa 10 milioni di euro annuali, dovuto a trasferimenti da parte del Comune per progettualità specifiche. L'impegno economico è stato confermato anche per questo 2026.
Intesa in Conferenza Unificata sul Piano non autosufficienza 2025-2027 e riparto Fondo
In sede di Conferenza Unificata, che si è svolta il 18 marzo 2026, è stata raggiunta l’intesa sullo schema di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delegato per le disabilità e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro della salute e il Ministro dell’economia e delle finanze, di adozione del Piano nazionale per la non autosufficienza e di riparto del Fondo per le non autosufficienze relativo al triennio 2025-2027.
Il DPCM provvede al riparto alle Regioni per il successivo trasferimento agli Ambiti Territoriali Sociali delle risorse del Fondo per la Non Autosufficienza 2025-27, finalizzato alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza sociosanitaria per la platea delle persone con disabilità e le persone anziane non autosufficienti, che ammonta a 982,2 milioni nel 2025, 934,5 milioni di euro nel 2026 e 1.108,4 milioni di euro nel 2027.
Il decreto adotta anche il Piano per la non autosufficienza 2025-2027, che riguarda le persone con disabilità non autosufficienti fino ai 70 anni (frutto di un percorso condiviso, già approvato dalla Rete della protezione e dell’inclusione sociale e dalla CTFS) e prevede la successiva adozione con decreto (art.6) del Piano nazionale per l’assistenza e la cura della fragilità e della non autosufficienza nella popolazione anziani (di età pari o superiore a 70 anni) 2025-27.
Sul totale delle risorse, sono previste quote vincolate:
- 250 milioni annui per i LEP anziani (assistenza domiciliare, servizi di sollievo e supporto alle famiglie) ripartiti per il 70% sulla base degli anziani residenti di età pari o superiore a 70 anni e per il 30% per i titolari di indennità di accompagnamento di età pari o superiori a 70 anni;
- 50 milioni per l’assunzione di personale sociale nei PUA;
- 14,64 milioni per i progetti di Vita indipendente.
Su richiesta di Anci, è stata introdotta una maggiore flessibilità nella gestione delle risorse tra le due platee (persone con disabilità e anziani NA), senza un riparto rigido a monte: saranno Regioni e ATS a definire la programmazione in base alle esigenze territoriali.
Una parte delle risorse del FNA è destinata infatti in maniera indistinta a entrambe le platee: tale quota è pari a 605,1 milioni di euro per il 2025, 619,9 milioni di euro per il 2026 e 793,8 milioni di euro per il 2027, ed è ripartita tra le Regioni sulla base dei seguenti criteri (aggiornati su richiesta della Corte dei Conti e della CTFS):
- 80% in base alla popolazione residente pari o superiore ai 75 anni;
- 10% sull’incidenza delle indennità di accompagnamento
- 10% sulle certificazioni di gravità ex art. 3, comma 3 della Legge 104/92.
In sede di Conferenza, nell’esprimere l’intesa, Anci ha sottolineato tuttavia l’assoluta necessità, stante il grande ritardo accumulato, di procedere con la massima urgenza al perfezionamento dell’iter di adozione del decreto, nonché di procedere ad una revisione complessiva del funzionamento del Fondo, volta a superare le criticità strutturali attuali e a garantire una programmazione più fluida e stabile per i territori; esigenza che deve estendersi all’intero sistema di finanziamento delle politiche sociali.
Fonte: Anci




