ASP REGGIO EMILIA - Città delle Persone, nominato il nuovo Cda. La presidente è Alessandra Medici
É Alessandra Medici, project manager Art-ER con esperienza nell’ambito dell’Innovazione sociale e assessora a Welfare del Comune di Guastalla, la nuova presidente di ASP Reggio Emilia – Città delle persone.
La presidente è espressione del nuovo Cda nominato su designazione del Comune di Reggio Emilia, nella mattinata di mercoledì 8 aprile dall’Assemblea dei soci composta dal sindaco di Reggio Emilia (socio maggioritario), dal presidente della Provincia e dai soci privati rappresentati dal Seniore dei discendenti del Conte Girolamo Ancini e dal Seniore dei Discendenti di Raimondo Franchetti.
Gli altri membri del Consiglio di Amministrazione nominati dall’Assemblea sono Luca Poletti e Sandra Coriani. Nel pomeriggio i tre componenti hanno eletto in seno al Cda la presidente che subentra a Mariella Martini, la quale negli ultimi cinque anni ha ricoperto l’incarico affiancata da Simone Caprari e Giulia Notari.
“Alla dottoressa Mariella Martini – che in questi anni ha guidato con competenza e dedizione l’organo di indirizzo gestionale dell’Asp Città delle Persone, come agli altri membri del Cda uscente desidero esprimere i miei più sentiti ringraziamenti”, ha affermato il sindaco Marco Massari. “L’Asp – ha continuato il sindaco Massari rivolgendo i migliori auguri di buon lavoro al nuovo Cda – è l’azienda pubblica a cui è affidato un compito importantissimo per la tenuta della nostra comunità: l’organizzazione e l’erogazione di servizi socio-assistenziali e sociosanitari rivolti alle persone non autosufficienti, anziani e persone con disabilità in primis, ma anche delle comunità educative rivolte ai minori e famiglie e sempre più, è chiamata ad occuparsi anche di disagio giovanile: presto negli spazi dell’Asp inaugureremo un luogo dedicato e pensato proprio per i giovani”.
“L’invecchiamento della popolazione e il futuro dei nostri ragazzi, non solo in termini di disagio ma anche di opportunità che il territorio è in grado di offrire – aggiunge l’assessora alla Cura delle Persone Annalisa Rabitti – sono tra le principali sfide che ci troviamo ad affrontare come amministratori locali. Una sfida che richiede lungimiranza, innovazione e che affrontiamo attuando politiche per anziani, per persone con disabilità e politiche giovanili in strettissima sinergia tra loro: una strategia che vogliamo portare avanti lavorando tutti insieme: Comune, Asp – Città delle Persone, Asl e Terzo settore”.
Alessandra Medici, originaria di Brescello (RE) 37enne, una laurea magistrale in Relazioni internazionali conseguita all’Ateneo di Bologna e un master di secondo livello in Managment delle Organizzazioni non profit, per Art-ER, Società Consortile dell’Emilia-Romagna per favorire la crescita sostenibile della regione attraverso lo sviluppo di innovazione e conoscenza, attrattività e internazionalizzazione del territorio, ha lavorato all’implementazione di progetti europei e nazionali. Ha svolto assistenza tecnica alla Regione Emilia-Romagna in materia di rafforzamento di servizi e reti per l’innovazione sociale e l’economia sociale, occupandosi in particolare della Legge Regionale sull’economia sociale e del Codice del terzo settore.
In qualità di consigliera dell’Unione dei Comuni della Bassa reggiana ricopre anche il ruolo di presidente della Commissione Welfare ed è membro del programma Yep (Giovani Politici Eletti) del Comitato Europeo delle Regioni.
Sandra Coriani, nata a Baiso (RE), attualmente in pensione, ha all’attivo una ventennale carriera come dirigente delle Professioni sanitarie presso l’Azienda Usl Irccs di Reggio Emilia, iniziata all’Arcispedale SMN. All’interno delle strutture sanitarie del territorio ha ricoperto numerosi e qualificati incarichi che l’hanno portata anche ad essere coordinatrice dell’attività di emergenza/urgenza della Centrale operativa 118 Reggio Emilia Soccorso e prima ancora è stata responsabile della qualità dell’assistenza ai pazienti presso la Rianimazione del Santa Maria Nuova. Tra gli incarichi ricoperti anche quello nel Cda di Farmacie Comunali Riunite. Al tempo stesso ha svolto una lunga attività di docenza all’Università degli Studi di Modena presso il corso di Laurea magistrale in Scienze infermieristiche, il master di Coordinamento e il D.U. per Infermieri.
Luca Poletti, 49 anni, nativo di Laives (BZ) attualmente all’Ufficio sviluppo del personale della Provincia autonoma di Bolzano dove si occupa prevalentemente di E-Learning e Progetti Pnrr, dopo la Laurea magistrale in Scienze Politiche conseguita all’Università di Bologna, ha lavorato, fino al 2023 sul territorio reggiano, dove ha prevalentemente condotto esperienze dirigenziali in ambito privato. Inoltre, per una decina d’anni, dal 2004 al 2014, è stato assessore e vicesindaco del Comune di Albinea.
A Reggio Emilia una conferenza sul benessere organizzativo come leva strategica per i servizi alla persona
Mettere al centro le persone che lavorano nelle Aziende Pubbliche di Servizi alla Persona per garantire servizi di qualità, inclusivi e sostenibili: è questo il messaggio chiave emerso dalla conferenza “Le ASP: aziende di persone”, svoltasi a Reggio Emilia lunedì 9 febbraio 2026. Sala gremita di rappresentanti di Comune, Provincia e delle ASP regionali, nonché di diversi professionisti.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti di Mariella Martini, Presidente di ASP Reggio Emilia, che ha proposto una riflessione sull’importanza di prendersi cura non solo delle persone affidate ai servizi, ma anche di chi quotidianamente presta le cure, sottolineando il valore del confronto come opportunità di miglioramento continuo.
È seguito l’intervento del Sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari, che ha evidenziato come le ASP siano organizzazioni complesse, chiamate a confrontarsi con le sfide dell’invecchiamento della popolazione, delle nuove fragilità sociali e una domanda crescente di servizi personalizzati. In questo contesto, l’umanesimo – inteso come empatia e alleanza – deve rimanere un valore centrale.
Giancarlo Muzzarelli, Presidente della Commissione regionale politiche sociali e per la salute, ha sottolineato l’impegno della Regione Emilia-Romagna nel mantenere in salute la comunità in un quadro di continuo cambiamento, attraverso un sano sistema sanitario e un’alleanza contro le povertà, promuovendo salute fisica ed economica, ricerca e innovazione e rafforzando capisaldi come il volontariato, le reti territoriali e gli elementi di comunità.
Nadia Manni, Direttore di ASP Reggio Emilia, ha illustrato lo scenario dell’ASP cittadina: 900 utenti, servizi aperti 365 giorni l’anno, 680 dipendenti – di cui l’83% donne – affrontando i temi della sostenibilità finanziaria, del ciclo della performance e dell’utilizzo delle risorse pubbliche. Ha inoltre richiamato i cardini del valore del capitale umano: qualificazione professionale, valorizzazione, formazione, motivazione e umanizzazione del lavoro di cura, presentando le azioni intraprese, la misurazione degli interventi e la trasparenza come elementi guida.
Nel corso della mattinata ampio spazio è stato dedicato agli interventi di approfondimento sul ruolo delle risorse umane come vero capitale delle ASP.
Massimiliano Monnanni, Segretario generale del CNEL, ha sottolineato l’importanza di una regia pubblica, ricordando che in Italia operano 578 realtà tra ASP e IPAB che non devono essere lasciate sole. Ha inoltre affrontato il tema del trattamento fiscale delle ASP, oggi penalizzante rispetto ad altri soggetti del settore, illustrando la proposta di disegno di legge avanzata dal CNEL per equipararle alle AUSL, preservando al contempo le identità territoriali.
È emersa con forza la necessità di considerare il benessere lavorativo non come elemento accessorio, ma come fattore determinante per la qualità dei servizi. Marco Rotondi, Presidente IEN – Istituto Europeo di Neurosistemica – ha presentato un modello di wellness organizzativo, applicato anche in ASP Reggio Emilia, basato sulla soddisfazione delle persone nel luogo di lavoro, dove ciascuno possa trovare il proprio spazio ed essere supportato, favorendo un’organizzazione capace di generare libertà, soddisfazione, qualità.
Bruno Susio, consulente di strategie per la Pubblica Amministrazione, ha affrontato i temi della leadership e dei modelli gestionali innovativi, sottolineando l’importanza di ambienti di lavoro partecipativi, fondati sulla fiducia, sulla responsabilità condivisa, sulla valorizzazione delle competenze e sulla capacità di leggere il cambiamento, riappropriandosi della comunicazione di senso come leva strategica.
Un focus specifico è stato dedicato anche all’attrattività del lavoro pubblico, con gli interventi di Giuseppe Canossi, consulente ANCI, e Valentina Lealini, Dirigente ARAN, che hanno evidenziato la necessità di rendere le ASP luoghi di lavoro capaci di attrarre e trattenere nuove professionalità. Sono stati affrontati i vincoli, ma anche le opportunità offerte dalla formazione continua, dal riconoscimento del valore sociale del lavoro svolto, dalle politiche di age-management e dall’attenzione alle diverse esigenze delle persone, presentando inoltre le principali novità delle politiche contrattuali.
Nel dibattito sono stati affrontati anche i temi dell’innovazione, della digitalizzazione e dell’uso dell’intelligenza artificiale, considerate opportunità da governare con attenzione affinché rimangano strumenti al servizio delle persone e non fattori di appesantimento organizzativo.
A chiudere la conferenza è stato Rossano Bartoli, Presidente della Lega del Filo d’Oro, che ha sottolineato la centralità della formazione del personale e dei dirigenti, insieme al coinvolgimento attivo delle persone, per trasmettere passione e amore, elementi capaci di cambiare realmente la vita di chi riceve cura, in una sinergia che rende la collettività più attenta e sensibile.
La mattinata si è conclusa con una riflessione condivisa sul valore umano dei servizi alla persona: la qualità dell’assistenza e dell’inclusione passa dalla capacità delle ASP di mettere la persona – utenti e lavoratori – al centro di ogni scelta organizzativa, riconoscendo che prendersi cura di chi cura è una condizione essenziale per il futuro del welfare pubblico.


